La collana “Appunti di Viaggio” permette di conoscere
e approfondire con semplicità argomenti di
carattere geografico in modo semplice e piacevole.
Le mete sono tra le più affascinanti del mondo
e la meta delle isole dei Caraibi e tra le più
gettonate dai turisti alla ricerca di sole, mare e
allegria. Non per nulla il sottotitolo del dvd riguardante
i Caraibi è proprio “le isole dell’allegria”.
Perché? È facile scoprirlo. Partiamo
per la Giamaica, terra natale di Bob Marley e della
musica reggae, 6 ore di volo la separano da Roma e
dall’Italia. L’isola è vasta circa
11 mila kmq (pressappoco come l’Abruzzo) ed
è popolata da 2,5 milioni di abitanti, quasi
tutti cristiani e quasi tutti rasta. La capitale è
Kingston dove, in Hope Road, c’è il Marley
Museum. Il periodo migliore per visitare la Giamaica
è quello compreso tra novembre e aprile (dopo
imperversano gli uragani), dato che in questi mesi
le piogge sono scarse, c’è molto sole,
ma poca afa. Inoltre, per chi volesse, a Montego Bay,
meravigliosa insenatura contornata da splendide spiagge,
si svolge il Reggae Sunsplash, edizione annuale di
musica caraibica. Spostiamoci a Barbados (430 kmq
di isola abitati da 10 mila persone, neri per l’89%
e mulatti per il 7) per scoprire la più orientale
dei caraibi, denominata “Piccola Inghilterra”
o anche “Paradiso perduto” per aver saputo
conservare inalterato il suo territorio e aver rispettato
la natura. Il clima tropicale è mitigato dal
soffio degli alisei e lungo alcune spiagge, bianchissime,
si infrangono onde che richiamano gli amanti del surf.
Fa parte delle Piccole Antille e raccoglie tutto il
fascino del Caribe profondendo alla vista i forti
colori della vegetazione lussureggiante e della ricca
fauna. Al National Wild Life Reserve ci si addentra
in una maestosa e antica foresta pluviale e gli incontri
sono indimenticabili: testuggini, pavoni, scimmie
“verdi”. Bridgetown è il polmone
commerciale dell’isola e qui si può,
come a Londra passeggiare in Trafalgar Square dove
campeggia una statua dedicata a Orazio Nelson, il
celebre ammiraglio inglese. Un altro “salto”
e siamo a Santo Domingo la terra che Cristoforo colombo
chiamo Hispaniola. La repubblica Dominicana occupa
la parte occidentale dell’isola di Haiti, ed
è vasta 48 mila kmq (seconda solo a Cuba) con
quasi 8 milioni di persone che la abitano. La lingua
principale parlata è lo spagnolo e la religione
cattolica romana è professata dal 95% dei dominicani.
Il mese più caldo è agosto e il più
freddo gennaio, proprio come da noi. La capitale,
Santo Domingo, è popolosa e dai ritmi rapidi
come si addice ad una capitale, ma sulla costa è
un’altra musica. Un’altra musica davvero
perché è nella loro cultura usare ancora
la serenata per comunicare, tra innamorati, i sentimenti
che si provano. A Santo Domingo è lecito il
divorzio tra coppie di non residenti, è possibile
fare buoni acquisti di oggetti caratteristici e di
artigianato locale, nonché di monili in ambra,
rara nel mondo ma qui particolarmente pregiata per
la presenza delle varietà blu e nere. Gran
parte dell’economia si fonda sulla produzione
e lavorazione della canna da zucchero.
Le notizie su queste splendide isole sono innumerevoli, ma fredde e poco
attraenti, solo la bellezza delle immagini di queste piccole perle che affiorano
dalle
cristalline acque del Golfo del Messico possono rendere idea di quanto la
vacanza del turista possa essere piacevole e confortevole, rilassante e,
per chi voglia
dedicarsi agli sport, emozionante.
ROBERTO DESIDERATI
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