È riconosciuto e confermato dagli studi e dall’esperienza che gli squali non sono affatto più pericolosi o temibili di tanti altri animali feroci terrestri. La differenza principale tra gli squali e gli orsi o i grossi felini o i coccodrilli è che le armi a disposizione dell’uomo sono molto più efficaci su quest’ultimi animali. Tant’è vero che alcuni di questi animali sono cacciati da sempre e ridotti a rischio di estinzione. Persino nei mari lo squalo non è l’unico animale in grado di nuocere, o di “mangiare” l’uomo. Altre creature marine, come il capodoglio e l’orca, si sono spesso rivelate dei pericolosi incontri per pescatori e velisti e pur essendo riconosciuta la loro pericolosità non sono mai stati oggetto di campagne di stampa. Invece basta l’avvistamento di uno squalo, soprattutto nei mesi estivi, a guadagnare speculativamente l’onore della cronaca. Si pensi che per i surfisti, bagnanti e i marinai in genere il terrore per l’attacco di uno squalo è di gran lunga superiore a qualsiasi altro pe-ricolo della natura, compresi i tornado e gli uragani. Il dodici per cento degli attacchi a persone in mare nei quali si è potuto identificare l'aggressore, sono imputabili allo squalo bianco, il che ne fa la specie più temuta per quanto riguarda la pericolosità nei confronti dell’uomo. Eppure lo squalo bianco non è da solo sul banco degli imputati. Delle circa 350 specie note di squali, sono 27 quelle che di certo hanno attaccato persone o barche; una quarantina sono giudicate potenzialmente pericolose; le rimanenti 280 sono innocue. Eppure la caccia allo squalo continua. il numero complessivo della popolazione mondiale di squali nei mari sia diminuita di circa il 20% dagli anni ’70 ad oggi. Sono oggi in pericolo molte specie di squali: soprattutto lo Squalo Bianco (che oggi è protetto in Italia, Australia, Sud Africa, California e Mal-dive), lo Squalo Balena e i piccoli squali delle barriere coralline. Il principale problema è la pesca non controllata, soprattutto nei paesi asiatici: si calcola che ogni anno vengano pescati nel mondo dai 30 ai 70 milioni di squali, soprattutto per le loro pinne e la loro carne, ai quali si devono sommare le catture accidentali. La zuppa di pinne di pescecane è un ricercato e tipico piatto della cucina cinese e in alcuni ristoranti di Honk Kong un piatto di zuppa di pescecane può costare anche 100 dollari. Nell’Adriatico, inoltre, si pratica la pesca sportiva e rimangono vittime la verdesca e lo squalo volpe. Emozionante, terrorizzante, istruttivo. Così si può definire, dopo la visione, “Squali Il terrore dei mari tra leggenda e realtà”, il dvd monografico. Un lungo e interessante percorso della durata di 60’ descrive attraverso 11 capitoli l’affascinante e ancora misterioso mondo sottomarino degli squali. Quel che accade sotto la superficie del mare ha sempre incuriosito l’uomo e il fatto che l’acqua sia un elemento che non gli è del tutto congeniale lo ha sempre spaventato. Se poi a vivere da padroni incontrastati in questo elemento ci sono creature evolute come gli squali allora la maggior parte di noi spera viva-mente di non dover mai incontrarli a tu per tu. Eppure per amore della conoscenza, e nella consapevolezza che gli squali non sono poi così terribili come li si dipinge, ci sono schiere di appassionati, studiosi e temerari che si tuffano quotidianamente in tutte le acque del mondo per avvicinarsi a ogni specie di squalo. Da vedere e da conservare esattamente come un manuale da consultazione, un opera completa ed istruttiva, un ausilio allo studio e all’approfondimento.

ROBERTO DESIDERATI

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