È davvero l’Andalusia la più magica
delle regioni della Spagna? Andiamo a scoprirlo con
il dvd “Andalusia”. Una delle regioni
spagnole che più si merita l’alone romantico
di terra esotica, sensuale e misteriosa è l’Andalusia
che nei secoli scorsi ha conosciuto l’arretratezza
e la povertà. Furono soprattutto i colti viaggiatori
del nord dell’Europa, alla ricerca di conoscenza
e luoghi nuovi e storici, che riconobbero in questa
terra una grande spiritualità. Furono numerosi
gli elementi che contribuirono alla formazione di
questa immagine: la pittoresca decadenza delle città e
dei monumenti, la calda e sensuale musica del flamenco,
l’impronta del gusto e della cultura araba.
Scrisse Alessandro Dumas: “L’Andalusia è una
terra gioiosa e piacevole, con le nacchere in mano
e una ghirlanda sulla fronte. È impossibile
essere tristi in un posto simile.” Le origini
di queste genti sono collegate strettamente con le
tradizioni marinaresche, così come per mare
vi arrivarono prima i mercanti fenici provenienti
da Tiro e Sidone per vendere oro, avorio e gioielli.
Fondarono città e influenzarono la cultura
e l’artigianato. Dopo di loro vennero i romani
e alla caduta dell’Impero Romano ci furono
le invasioni dei Vandali e dei Visigoti. Poi, nel
711, i mori, da non confondere con gli arabi. Infatti,
la conquista della Spagna fu cominciata da Tariq,
un berbero a capo di un esercito di berberi. Il luogo
dello sbarco di Tariq fu chiamato Gebel-el-Tariq,
Montagna di Tariq, da cui derivò il nome di
Gibilterra. La Spagna fu dominata per ottocento
anni sotto il segno dell’Islam e solo nel 1492,
con l’ultimo regno di Granada, poté dirsi
completamente libera. In Andalusia affonda le sue
radici il flamenco, un genere di canto, musica e
danza che nacque alla fine del 18° secolo fra
i gitani andalusi del basso Guadalquivir. Il flamenco
inizialmente era un canto malinconico che esprimeva
la condizione d’isolamento in cui viveva quel
popolo, successivamente si cominciò a ballarlo.
La perla dell’Andalusia è Siviglia,
città di civiltà antica e raffinata:
araba, gotica barocca, che riassume nelle sue architetture
tutti i popoli che vi passarono. È la più grande
e la più avvincente dell’Andalusia e,
inoltre, detiene un curioso primato: è la
città più meridionale d’Europa,
quasi alla stessa latitudine di Algeri. La parte
più pittoresca di Siviglia è l’antico
Barrio de Santa Cruz, il quartiere ebraico. Caratteristica è la
cattedrale con il campanile della Giralda, dalla
terrazza del quale è possibile ammirare un’eccezionale
vista. Ma innumerevoli sono i luoghi di questa città degni
di visita, come i bei giardini di Alcazares, la Torre
del Oro, nei pressi della passeggiata lungo il fiume
e la Plaza de Espana. Qui, durante la primavera si
celebrano le “ferias”, feste dense di
avvenimenti, corride, balli e canti. Altre città importanti
dell’Andalusia sono Malaga, Granada, Cordoba,
Cadice. A Malaga, città natale di Pablo Pi-casso,
i segni del passato sono meno riconoscibili mentre
sono forti ed evi-denti le opere di urbanizzazione
che ne hanno lanciato l’immagine vacanziera
e turistica. Da visitare la cattedrale e la Plaza
de la Merced. Granada è una città che
non lascia indifferenti, per le sue particolari costruzioni
e per l’atmosfera intrigante. Merita una visita
obbligatoria l’Alhambra, un fiabesco complesso
di edifici in puro stile moresco, che non ha uguali
in tutta la Spa-gna, il cui nucleo più interessante è costituito
dal Palazzo de los Nazaries. La Costa del Sol, con
le belle spiagge, scogliere e locali notturni concludono
l’itinerario.
ROBERTO DESIDERATI