Nel passato precolombiano del Messico le fulgide testimonianze della civiltà azteca che lì era sbocciata rigogliosa e splendente non hanno resistito all’impatto devastante del confronto con l’Occidente. Le esigue truppe, appe-na un centinaio di soldati con qualche cannone e pochi cavalli, dell’Hidalgo spagnolo Hernan Cortez riuscirono da sole a schiacciare letteralmente la giovane ma ben strutturata società degli aztechi. Complici del successo militare di Cortez furono le malattie (vaiolo e influenza comune) che sterminarono gli indios e il timore verso le armature, i cavalli e la pelle bianca dei conquistadores. Antiche leggende parlavano, infatti, di un dio barbuto e bianco che sa-rebbe arrivato da est e gli ingenui messicani confusero l’avido Cortez proprio con quel dio.
Purtroppo, dopo secoli di dominazione spagnola e dopo il raggiungimento dell’indipendenza, la storia recente del Messico è ancora una storia tormentata, fatta di rivoluzioni, guerre civili, guerriglie e imboscate; di ufficiali intraprendenti e avventurieri senza scrupoli. Due nomi, sopra tutti, restano a memoria imperitura nel ricordo e nel mito: il generale Pancho Villa, ex capobanda e il suo fedele ufficiale Emiliano Zapata. Il dvd “I Colori del Messico - Viva Zapata” prende l’avvio proprio da questi grandi personaggi che combatterono e morirono per l’ideale di libertà. Il racconto storico attraversa un secolo, il ‘900, denso di disagi per il popolo messicano causati dall’instabilità politica e dalle conseguenti gravi condizioni dell’economia nazionale. Solo nei primi anni ’80, con la scoperta di enormi giacimenti petroliferi, l’inflazione frenò rapidamente e la produzione industriale potè avviare il suo ambizioso programma. Le tensioni interne, però, non si sono affatto allentate come ricordano minacciosamente le azioni di guerriglia dei combattenti del movimento Zapatista del Chiapas, in maggioranza indios di diretta discendenza maya, che chiede riconoscimenti e autonomie, e le dure repressioni dell’esercito. Perché, allora, con tanta sofferenza e tanti problemi presenti in questo stato, parlare dei “colori” del Messico? Perché la variegata e variopinta società del Messico è fatta proprio di contraddizioni e di allegre e colorate realtà. Megalopoli come Città del Messico, costruita sulla capitale azteca Tenochtitlan, moderna e popolosa (20 milioni di abitanti), o come Chihuahua, città di Pancho Villa, o Merida con un’architettura coloniale ricca e sontuosamente decorata delle cattedrali e dei palazzi, si confrontano con i piccoli villaggi dell’interno. E poi la giungla tropicale inestricabile e le spiagge bagnate dalle onde cristalline del Mar dei Caraibi, le aride colline desertiche. I grandiosi templi maya di Teotihuacan, le piramidi del Sole e della Luna, l’antica città di Palenque con il tempio delle iscrizioni e il cosiddetto Palacio, inoltre, Uxmal con il palazzo dell’Indovino, e Chichen Itza che è la più bella e la meglio conservata delle antiche città maya, con il famoso cam-po da gioco della pelota. Le coloratissime tradizioni dei nativi si mescolano con quelle della Spagna, i suoni degli strumenti a fiato, ocarine, zufoli e flauti a canne, si confondono con le note delle chitarre dei “mariachi”, i mercati coloratissimi e le processioni cristiane insieme al folklore dei balli tradizio-nali degli indios.

ROBERTO DESIDERATI

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