Un ideale viaggio attraverso la più affascinante capitale europea, Parigi, deve necessariamente iniziare da quello che è il centro visivo di tutta la città e il simbolo delle capacità ingegneristiche dell’800. La Torre Eiffel, quando fu costruita, nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale, era un colosso di ferro pesante oltre 7000 tonnellate e alto più di 300 metri. Visibile quindi da ogni punto di Parigi. “Orrenda mostruosità” veniva chiamata da molti intellettuali e molti avrebbero voluto vederla smontata e distrutta. Fortunatamente questo non è avvenuto e oggi a tanti anni di distanza è ancora lì, al suo posto, più pesante (perché rinforzata e irrobustita nelle sue strutture), restaurata e coccolata. Centinaia di milioni di persone sono salite in cima per provare l’emozione del panorama mozzafiato. Vollero salirvi innumerevoli personaggi, da Adolf Hitler a Josephine Baker, da Charlie Chaplin ai reali di tutt’Europa. Non mancò neppure di attrarre svitati e incoscienti di ogni risma. Diventò il palcoscenico prescelto per le più svariate follie. Aviatori temerari si infilarono tra i piloni della Torre con i loro velivoli. Alcuni alpinisti, in cordata, si cimentarono nella scalata. Funamboli e trapezisti diedero prova della loro bravura (o pazzia?) a centinaia di metri dal suolo. Un giornalista scese dalla sommità della Torre… in bicicletta! Un paracadutista dimostrò di potersi lanciare facendo a meno dell’aereo. Forse il più pazzo di tutti questi signori fu uno stilista parigino del 1911, di nome Reisfeldt, che dotato di una fiducia illimitata nelle sue capacità di sartoria, si costruì con le sue mani un abito nero, tipo pipistrello, con ali, sbuffi di stoffa, guanti e stivali. Il poveraccio credeva di aver cucito un abito volante! Convocò la stampa, i cineoperatori, accorse un enorme folla. Reisfeldt salutò tutti e si tuffò nel vuoto. La caduta non assomigliò neanche lontanamente ad un volo e secondo l’autopsia morì d’infarto prima ancora di sfracellarsi a terra. Chi è stato a Parigi, almeno una volta nella vita, avrà sempre nel cuore un angolo della città che lo riporterà indietro nel tempo ogni volta che lo rivedrà. La Torre Eiffel, gli Champs Elisées illuminati con l’Arc de Triomphe in lontananza, il Louvre, Notre Dame, la Senna sono solo alcuni degli scorci che rimangono nella memoria dopo un soggiorno in questa città. Tra i simboli di Parigi, oltre che di tutta la Francia, c’è la cattedrale di Notre Dame, capolavoro dell’arte gotica. Cambiando aria e quartiere, inevitabile é Montmartre, con le sue vie e piazzette rese celebri dai pittori, e con la bianca mole della chiesa del Sacre Core. Nei pressi il quartiere di Pigalle ammicca al divertimento più sfrenato ed eccessivo e così fanno anche i locali storici del Lido, del Molin Rouge e delle Folies Berger. Parigi si distingue senza dubbio per le esaltanti prospettive dei suoi boulevard e delle sue grandi piazze. La Senna gioca un ruolo fondamentale: i panorami e le prospettive che offre sono moltissimi, tanti quanti sono i suoi ponti. Per ammirare allora il paesaggio della Senna, si può scegliere l’ingresso del Pont Neuf, per esempio, oppure un giro in battello. Parigi è af-fascinante per le sue costruzioni, i suoi monumenti e i suoi spazi, ma è anche affascinante per il senso di intimità che sa offrire. Chi c’è stato almeno una volta nella vita ci vuole ritornare, chi non l’ha mai vista la desidera, chi ne ha sentito parlare se n’è già innamorato.

ROBERTO DESIDERATI

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