Il dvd “I Miti del Tennis” è un ghiotto boccone per gli appassionati del gioco più affascinante del mondo, come è definito dagli stessi tennisti. Le origini di questo sport, nato come gioco e codificato, poi, con i regolamenti di uno sport vero e proprio. Tra le prime testimonianze che abbiamo circa la nascita del tennis vi è un’incisione del 1728 che raffigura il campo da gioco (detto della “pallacorda”) con gli sfidanti che si lanciano le palle con delle racchette molto simili alle attuali. Il luogo è in Europa, ma non ci è dato di sapere più precisamente. Si sa, invece, che pochi anni dopo questo gioco era già in voga in Italia, in Inghilterra (dove veniva chiamato Tennis) e varie altri stati. Era molto popolare soprattutto tra i giovani, di ceto sociale più elevato e studenti. Nel 1756 erano così frequentate le 14 “sale” da tennis di Orleans che il Prevosto della città (il sindaco) fu costretto a farle chiudere per riportare i giovani studenti nelle aule dell’Università. In Italia il gioco della pallacorda si diffuse sia tra il popolo che tra i giovani aristocratici, come si vede in alcuni dipinti settecenteschi. Ma già nell’XI secolo si conosceva, in Francia, questo gioco che però veniva praticato senza racchette, ma la palla respinta al volo dalle mani nude o guantate. La palla, inizialmente, era costituita da un nucleo di sabbia e limatura tenuto insieme da un involucro di stoffa e da un solido intreccio di corda, il risultato era un oggetto pesante e alquanto pericoloso. Il re Luigi XI per la prima volta ne regolamenta la fabbricazione e prescrive che la palla sia rivestita e imbottita di stoffa. La racchetta, invece, probabilmente fu l’evoluzione di uno strumento simile al “tamburello” italiano e la corda mediana, posta per dividere i concorrenti fece la sua comparsa già intorno al XV secolo contemporaneamente al diminuire delle dimensioni del campo, cosa questa che metteva in risalto l’agilità del giocatore anziché la forza del suo braccio. Facciamo un salto avanti nel tempo, quando il gioco, ormai codificato, diventa il simbolo di uno stile sportivo elegante e aristocratico. Nel 1877, a Wimbledon viene disputato per la prima volta il più famoso torneo di Tennis e viene vinto da Spencer Grove. Le donne ancora non avevano accesso al concorso e non poterono disputare alcuna partita, fino al 1884 quando fu Maud Watson a vincere per la prima volta nella categoria femminile. Suzanne Lenglen rimase imbattuta per sette anni manifestando quella voglia di promuovere le donne insieme alla liberazione e alla cultura del corpo e insieme a quella potenza dei muscoli e dei motori che tanto piaceva alle teorie del futurismo. Il merito della Lenglen, vittoriosa su tutti i campi del mondo, non fu solo dimostrativo delle capacità delle donne ma fu anche innovativo di uno stile unico e originale, mutuato dalla nobiltà della boxe, mobilità e sveltezza, e dall’estetica plastica della danza. Dopo una grave malattia, la Lenglen abbandona lo sport e apre una scuola di tennis a Parigi dove insegna la sua disciplina, mista di sport e di danza. Muore di leucemia nel 1938. La Seconda Guerra Mondiale interrompe lo svolgimento di tutti i principali tornei di tennis e offusca per decenni l’immagine di questo sport. Bisogna attendere il 1979 con le apparizioni in diretta nel mondo intero delle partite del Grande Slam perché il tennis riprenda e superi la notorietà che aveva avuto prima della guerra. Il campione che quell’anno vi partecipa e catalizza su di sé l’attenzione delle folle è il grande Bijorn Borg, mago del rovescio a due mani.

ROBERTO DESIDERATI

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